Poesie per Festa della Mamma


 





La madre

Giuseppe Ungaretti (1929)

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

 

Mamma che Mamma!
Jolanda Restano
Mamma che cuore,
Mamma che amore!
Mamma che bella:
sei la mia stella!
Mamma che amica,
Mamma: stordita?
Mamma che gioca,
Mamma che cuoca!
Mamma che sgomma,
Mamma che dramma!
Mamma che sonno,
Mamma che affanno!

E' chiaro, insomma:
Mamma che... Mamma!


O dolce nome
O dolce nome della mamma mia,
nome che in fondo al mio cuore
sta scolpito.

Il tuo nome è
più profondo del mare,
del cielo e di ogni immensità.

Poesia per la mamma
Mamma è il giorno della tua festa
Ti vorrei mettere una corona in testa
Regina vorrei farti
Brillanti ed oro vorrei donarti
Ma non ho questo fiore
Accettalo
E’ il dono del mio cuore!

 La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "Madre",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.

Kahlil Gibran

 

La madre
1930
 
E il cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
 
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
 
Alzerai tremante le vecchie braccia.
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
 
E solo quando m'avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
 
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.
Giuseppe Ungaretti
 

 

Una poesia che parla dell’ amore intenso tra la mamma e il suo bambino.

LUCE CHE SORGE

Dentro la culla piange un tesorino;
corre la
mamma e se lo prende in braccio;
fra le sue
braccia ride ora e folleggia
il bel
bambino.
Il bel bambino, tutto latte e rosa,
baci e carezze alla sua mamma porge;
la
mamma tutta si rallegra a quella
luce che sorge.
E il cor le
canta: – Ecco il mio dolce mondo
limpido e bello come un bel
mattino! -
Per quel mattino lietamente vanno
mamma e bambino.

( Domenico Mantellini )

 

 

 

 

 


 

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